Tasse sulle sigarette – La truffa continua

Ass-kissers

La truffa dei prezzi, e l'elusione fiscale dei produttori, costituiscono un grave danno per la collettività

Il Governo, non intervenendo sull'accisa delle sigarette, ferma in Italia al 58.5% dal 2004, mentre in Francia è al 64%, conferma di avere come priorità gli interessi delle multinazionali del tabacco.

Dal 2004 il prezzo delle sigarette sale costantemente, ma a dare la «stangata», 10 centesimi per volta, non è lo Stato, come tutti credono, ma un «cartello» che detiene il 99% del mercato, costituito da Philip Morris, BAT e Japan Tobacco. Gli interessi di queste 3 aziende sembrano essere intoccabili.

La sentenza europea che il Governo fa finta di non vedere

La truffa dei prezzi delle sigarette avviene con l'aumento coordinato dei prezzi operato dal «cartello», in un mercato senza la libera concorrenza perché protetto dalla «tassa minima».

Gianfranco Polillo, nuovo sottosegretario all'Economia

Ricreando un mercato concorrenziale, come ha sancito la Corte di Giustizia europea con la sentenza del 24 giugno 2010, che abolisce il prezzo minimo e, di conseguenza, la successiva tassa minima (D.L. 94 - 23 giugno 2010) in quanto elude il giudicato comunitario, i prezzi scenderebbero, l'utile dei produttori diminuirebbe sensibilmente, e lo Stato potrebbe far risalire i prezzi incrementando le entrate fiscali. Funziona così in tutta Europa, meno che in Italia. Perché Big Tobacco deve guadagnare più in Italia che in Francia, e il fisco italiano deve incassare meno di quello francese?

La spiegazione del mancato aumento delle accise sulle sigarette data dal nuovo sottosegretario, il «tecnico» Gianfranco Polillo, è demenziale: «Abbiamo sfiorato la soglia critica dei 5 euro a pacchetto, superata la quale ci sarebbe una forte caduta dei consumi e del settore».

Polillo vuole dire che le tasse sulle sigarette non possono salire perché c'è Big Tobacco che ha già alzato i prezzi. Il Governo cade ulteriormente in basso quando il «tecnico» spiega che «Le accise sul tabacco danno ben 14 miliardi di entrate annue», che è comunque una bella somma, quindi non è il caso di lamentarsi…

Dulcis in fundo, le 3 multinazionali, producendo tutto fuori dall'Italia, riescono a denunciare in Italia meno di 100 milioni di euro all'anno, e si portano a casa 2 miliardi di euro di utili reali, esentasse.

Approfondimenti







2 Commenti

  1. Padano dice:

    Mi sa tanto che questo Gianfranco Polillo, più che un lobbista dei produttori di sigarette, sia un loro SCHIAVO.

  2. Manu dice:

    Mi è difficile capire che genere di soddisfazione possa avere questo signore e tutti quelli come lui, che sono schiavi degli interessi di un gruppo di aziende, Si spartiscono cifre da capogiro? lo fanno perchè sono servi dentro?

Lascia un commento