Tasse sulle sigarette – L'esempio della Francia
Ai primi di luglio ha iniziato la British American Tobacco, scendendo di prezzo di 20 centesimi con le Lucky-Strike e le Rothmans.
«Approfittando di una recente decisione della Corte di Giustizia Europea —ha scritto Le Parisienne— alcune marche hanno abbassato il prezzo di 20, 25 centesimi a pacchetto»
Lo Stato francese ha fatto sapere che aumenterà le tasse, e i prezzi potranno tornare come prima. In questo modo, lo Stato guadagnerà di più su un pacchetto di Lucky-Strike, e BAT guadagnerà di meno.
La Francia, come l'Italia, è stata recentemente condannata dalla Corte di Giustizia Europea per aver adottato il prezzo minimo delle sigarette.
Però in Francia i provvedimenti del Governo conseguenti alla sentenza europea sono stati radicalmente diversi da quanto stiamo vedendo in Italia.
La «accisa minima» francese, indicata dalla UE, colpirà tutti i produttori, che se vorranno essere competitivi come la BAT, dovranno rassegnarsi anch'essi a fare meno utili.
Il punto fermo è che lo Stato guadagnerà di più, e Big Tobacco di meno.
Invece in Italia, nonostante i produttori guadagnino come degli esattori fiscali, molto di più di quanto guadagnino in Francia, nessuno osa toccare il business di Big Tobacco.
Così, mentre in Francia si applica la «accisa minima», in Italia hanno inventato la «tassa minima, che esiste solo in Italia, e in nessuna altra parte del mondo…
Il «prelevamento» all'italiana
«Il Ministro del Bilancio francese vuole aumentare la parte di prelevamento dello Stato per controbilanciare le riduzioni di prezzo», ha scritto Le Parisienne. Ma è proprio il «prelevamento» dello Stato l'ingrediente mancante nel nostro Belpaese.
Mentre la «accisa minima», indicata dall'UE, serve ad aumentare le entrate fiscali, la ridicola «tassa minima», che non può essere pagata da nessuno, è studiata per non togliere neanche un centesimo ai produttori.
…Il solito paese di servi!
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