Televisioni si, sigarette no – Sky, procedura di infrazione all'italiana

Guilio Tremonti

Guilio Tremonti

«Se le autorità italiane dovessero insistere nel non allineare le aliquote iva sulla tv a pagamento, la commissione UE dovrà aprire una procedura di infrazione*» ha detto un portavoce dell'UE. Un grido di allarme è risuonato su tutta la penisola, e il ministro Tremonti ha prontamente fatto sapere che: «davanti a una procedura di infrazione comunitaria, la soluzione poteva essere solo quella dell'allineamento».

Però c'è un'altra Procedura di Infrazione contro l'Italia, già avviata: è quella per il Prezzo minimo delle sigarette che, nonostante le cifre in ballo siano ben superiori a quelle dell'IVA sulle televisioni, è passata nel più assoluto, totale e rigoroso silenzio del governo, dell'opposizione e degli organi di informazione. E il governo fa finta di niente e non si allinea…

* La procedura di infrazione viene attivata quando si reputi che uno stato membro abbia mancato ad uno degli obblighi imposti dal diritto comunitario. Essa puó essere avviata dalla Commissione europea (articolo 226 trattato CE) o da qualsiasi stato membro contro un altro Stato membro (articolo 227 del trattato CE).

Paolo Gentiloni, ministro nel governo Prodi

Paolo Gentiloni, ministro nel governo Prodi

Una simile mobilitazione europeista si era già verificata nell'estate del 2005: L'Unione Europea puntava il dito sui vantaggi consentiti al duopolio Rai-Mediaset, anche nel nuovo mercato del digitale terrestre, ed era pronta ad avviare una Procedura di Infrazione contro l'Italia per la legge “Gasparri” sulle telecomunicazioni.

L'allora ministro Gentiloni (del precedente governo di centro-sinistra) dichiarava prontamente: “Abbiamo sempre avuto l'intenzione di procedere a quelle modifiche, ora dobbiamo farlo”. Ovvio, c'è la procedura di infrazione…

Una volta ciascuno

Quando l'UE è pronta ad avviare una procedura di infrazione se non si rivede la legge "Gasparri", il ministro del governo Prodi è pronto ad allinearsi, e quando c'è di mezzo un aumento dell'IVA per un concorrente di Mediaset, scatta e si allinea il ministro del governo Berlusconi.

Sembrerebbe che le indicazioni provenienti da Bruxelles godano di una notevole considerazione in questo paese. E grazie al martellamento mediatico gli Italiani oggi sanno perfettamente cos'è una “Procedura di infrazione”.

Eppure sulla procedura di infrazione delle sigarette regna la più totale e incredibile omertà. Per il mercato dei tabacchi lavorati non scatta nessuno, nessuno si "allinea", cioè c'è la par condicio. Sembrerebbe quasi che Cosa Nostra abbia messo il pizzo su ogni pacchetto di sigarette venduto in Italia.

Antonio Di Pietro

Antonio Di Pietro

Gira voce che in fatto di tabacchi, prendano soldi dalle multinazionali praticamente tutti. "Per questo nessuno farà niente sul Prezzo minimo", ci viene ripetuto incessantemente. Anche il partito di quel mastino di Di Pietro, ci domandiamo? Evidentemente si, se sta zitto non solo sulla più colossale evasione fiscale della storia d'Italia (120 mila miliardi mai pagati da Philip Morris, con tanto di sentenza), ma anche sulla questione del Prezzo minimo delle sigarette.

La cosa più triste è pensare che ci sono uomini che, in cambio di contentini, lasciano che aziende straniere sottraggano impunemente cifre mostruose. L'ass-kisser italiano si può accontentare con un milione, oltre a tanta stima, considerazione e amicizia… E per questo contentino lascia agli "amici" stranieri miliardi di euro della collettività.







5 Commenti

  1. Minimo Prezzo dice:

    Perché non vi rivolgete ad un legale? Se l'unione europea non ritiene giusto il prezzo minimo potreste appellarvi ad un giudice.
    Spero che il prezzo minimo venga abolito.
    Se venisse abolito quanto costerebbero le Yesmoke?

  2. Yesmoke dice:

    La Yesmoke si è mossa sul prezzo minimo sia a livello comunitario (denuncia alla commissione Europea, ottobre 2007), che a livello nazionale (TAR del Lazio, ricorso giugno 2008).

    La Commissione europea aveva già avviato d'ufficio una procedura d'infrazione contro l'Italia all'indomani della legge Finanziaria per il 2005 (procedura n. 2005/2107). La Yesmoke ha inoltrato la propria denuncia nell'ottobre 2007 e il fascicolo è stato riunito con quello già avviato nel 2005. La Yesmoke è quindi la prima, e fin'ora unica, azienda italiana
    produttrice ad aver denunciato lo Stato Italiano alla Commissione Europea per la questione del prezzo minimo delle sigarette. La procedura si è¨ conclusa con decisione del 3 luglio 2008 che ha decretato il rinvio della questione alla Corte di Giustizia per inadempimento dello Stato Italiano.
    In poche parole l’Unione Europea si oppone alla decisione dell'Italia di fissare un prezzo minimo come mezzo dissuasivo per i fumatori invece di utilizzare lo strumento della tassazione, e in perfetta sintonia con Yesmoke ha dichiarato che: “il Prezzo Minimo falsa la libera competizione e tutela gli interessi dei produttori e i loro margini di guadagno”. Ma nonostante questo, lo stato italiano non lo toglie.

    Sperare che il prezzo minimo venga abolito non dovrebbe partire dal desiderio di pagare le sigarette di meno, perché il prezzo più basso sarebbe transitorio (le Yesmoke costerebbero euro 3.20), e verrebbe presto bilanciato da una maggiore tassazione su tutte le sigarette, e sia per il rivenditore che per il consumatore finale non cambierebbe nulla. Bisogna sperare che venga abolito perché questo porterebbe un maggiore introito allo stato, e minore guadagno ai produttori di sigarette, i cui utili sono oggi sproporzionati e fuori mercato. Grazie per sperare che il prezzo minimo venga tolto!

  3. Minimo Prezzo dice:

    Si sono convinto anche io che l'abbassamento del prezzo sarebbe transitorio eppure sarebbe uno scossone per il mercato.
    Il problema è che i tempi della giustizia Italiana sono troppo lunghi.
    Comunque intendevo dire che l'Unione Europea ha decretato che il prezzo minimo non dovrebbe essere utilizzato, ed alla luce di questa decisione, potreste rivolgervi al Tar o quantomeno alla magistratura italiana facendo presente che la legge attuale è contraria alle normative dell'Unione.
    Forse non ho capito bene perché non ho alcuna competenza giuridica.

  4. Andrea dice:

    Perché non vi rivolgete a Di Pietro? mi sembra eccessivo pensare che lui sia dalla parte di chi ruba allo stato. Sicuramente non conosce il problema, se no si sarebbe già mosso.

    • Alberto dice:

      Se non conosce il problema, vuol dire che è un bacia-culo anche lui. Il prezzo minimo, come l'evasione fiscale di Philip Morris, sono cose grosse come una casa.

      Di Pietro è un bluff, è ass-kissers.

      http://yesmoke.eu/it/big-tobacco-i/ass-kissers-italiani/

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