BAT «eroe» dell'agricoltura italiana

Giovanni Carucci - BAT Italia

Giovanni Carucci

Una grande notizia, battuta dalle agenzie stampa e prontamente ripresa dai giornali, sta facendo il giro della penisola e delle isole: la British American Tobacco acquisterà tabacco italiano per 20 milioni di euro all'anno per i prossimi 2 anni.

L'annuncio è stato dato dal vicepresidente della BAT Italia, Giovanni Carucci, nell'ambito del Forum di Confagricoltura di Taormina dove, a leggere i giornali, l'uomo di Big Tobacco sembra sia stato il protagonista assoluto dell'evento.

Perché tanta enfasi per l'acquisto di un modesto quantitativo di tabacco, pagato il prezzo di mercato? Venti milioni di euro corrispondono al 3% del fatturato della BAT in Italia e a meno del 4% della coltivazione italiana, nel mercato del tabacco sono veramente due spiccioli. Perché tutti leccano il culo alla multinazionale, e nessuno si occupa dei lavoratori delle manifatture che sono state chiuse, come quelli di Lecce e Bologna, che sono ancora in mezzo alla strada perché questa azienda non sta mantenendo gli impegni? Continua »



Nuove macchine alla Yesmoke

Parti delle nuove Decouflé DWR 1-2-1

Parti delle nuove Decouflé DWR 1-2-1 appena arrivate alla Yesmoke

Mentre i servi cercano di chiuderla, la Yesmoke, sotto occupazione dei lavoratori, si ingrandisce e assume. Da oggi sono operative le 2 nuove Decouflé DWR recycling.

Per marzo è attesa una nuova linea completa di produzione G.D 121 da 10 mila sigarette al minuto, che si aggiungerà alle 2 linee esistenti, aumentando del 50% la capacità produttiva dello stabilimento di Settimo Torinese. Continua »



Yesmoke – La sigaretta «Anti Big Tobacco» a pieni giri

Lenin urla: Yesmoke!Oggi c'è un produttore di sigarette italiano che lavora 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, assume dipendenti, acquista nuovi macchinari e progetta nuovi stabilimenti.

La Yesmoke cresce lentamente in Italia, dove Philip Morris, BAT e Japan Tobacco decidono le regole del mercato, ma le ordinazioni che arrivano da tutto il mondo e che hanno già saturato la fabbrica rivelano le possibilità illimitate della sigaretta «anti Big Tobacco». Continua »



Borsa: Fiat giù, Marchionne su (con Philip Morris)

Sergio Marchionne, l'uomo di Philip Morris alla guida della Fiat

Sergio Marchionne, l'uomo di Philip Morris alla guida della Fiat

I titoli Fiat scendono, ma Marchionne sale, con le sigarette, quelle di Philip Morris. Il capo del Lingotto siede nel consiglio di Big Tobacco, di cui è anche azionista, e investe in titoli della Philip Morris, ma non in titoli della Fiat.

Se la quotazione dell'azienda torinese si è quasi dimezzata dall’inizio dell’anno, il titolo Philip Morris si è invece rivalutato, e le prospettive sono rosee.

Dal 2006 Marchionne non acquista titoli dell’azienda che dirige, e non lo ha fatto neppure in questi giorni, con le quotazioni in caduta libera. Altri manager invece hanno approfittato dei ribassi per acquistare titoli delle loro società, come Corrado Passera di Intesa, Paolo Scaroni dell'Eni, Fulvio Conti dell'Enel, Giovanni Perissinotto delle Generali. Continua »



Tasse sulle sigarette: Putin contro Medvedev

Dmitrij Anatolevic Medvedev & Vladimir Vladimirovic PutinIl Presidente russo Medvedev ha proposto di ridurre dall'attuale 34%, al livello precedente del 26% le tasse sugli utili pagate dalle imprese. Ma Putin non è d'accordo, e ha ricordato che l'aumento al 34% si era reso necessario per sostenere il fondo pensionistico e la modernizzazione del sistema sanitario.

In Russia un pacchetto di Marlboro costa poco più di un euro, con un utile che non è del 500% come in Italia, e i leaders discutono pubblicamente sulla fetta dell'utile di Big Tobacco che deve andare in tasse. Continua »



Se hai scelto le Yesmoke, spiegaci perché

Questionario per fumatori YesmokeEcco un breve questionario per conoscere meglio i fumatori delle Yesmoke. Gira voce che preferiscano le sigarette con meno ammoniaca, e pare che non abbiano in simpatia le multinazionali del tabacco.

Aiutateci a conoscervi meglio! Continua »



Lecce: la manifattura non si tocca

Protesta dei lavoratori della Manifattura Tabacchi di Lecce

Protesta dei lavoratori della Manifattura Tabacchi di Lecce

«Per motivi produttivi dettati dall'attuale contesto economico internazionale…» così la British American Tobacco ha spiegato la decisione di trasferire la produzione dello stabilimento di Lecce in Germania.

Dopo la vendita dell'Ente Tabacchi Italiano alla BAT, avvenuta nel 2004, si sta completando l'azzeramento della produzione italiana, con la chiusura di tutte le 21 manifatture ex ETI. Continua »



2009: “Natale di guerra”

Alla Yesmoke sono tutti in attesa dell'abolizione del Prezzo minimo delle sigarette.

Sinceri Auguri di Buone Feste

Che il Natale sia occasione per Big Tobacco e i suoi fiancheggiatori di pentirsi dei loro peccati…



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