«Contrabbando autorizzato»

Il "Gray Market Shop" di Yesmoke va a gonfie vele.

Banda Bassotti971.750 stecche vendute al 22 Maggio 2006, acquistate da società "Off-shore", partite verso destinazioni sconosciute.

Se il mercato parallelo delle sigarette, detto anche "Gray Market", costituisce la principale fonte di approvvigionamento del contrabbando, il GRAY MARKET SHOP del sito Yesmoke.ch con ogni probabilità è diventato il negozio online dei contrabbandieri.

Oggi è sufficiente collegarsi a internet, scegliere tra un assortimento di tutte le più popolari marche, fare un acquisto (minimo 1 container) e richiedere la spedizione delle sigarette verso qualunque destinazione mondiale… nella più assoluta riservatezza. E tutto è legale e alla luce del sole.

Prodigio della scienza e della tecnica! Continua »



32.5 milioni di pacchetti di sigarette

La Comunità Europea alla prova del nove.

Pacchetti di sigarette MarlboroPhilip Morris, in base all'accordo del 9 luglio 2004, firmato con la Comunità Europea, oltre ad interrompere le sue attività contrabbandiere, deve smettere di foraggiare il mercato parallelo, che è legale ma si sa trasformare in una addizionale fonte di approvvigionamento per i contrabbandieri. E logicamente deve raccogliere tutto quanto indebitamente immesso su questo mercato. Rinunciare ad una parte del suo business. In poche parole: restituire dei soldi.

Yesmoke, dalla stipula dell'agreement del 9 luglio tra Philip Morris e Comunità Europea, al fatidico 16 novembre 2004, con il sequestro delle sigarette inviate dal Yesmoke shop negli USA, di Marlboro ha trovato sul mercato ben 32,5 milioni di pacchetti. Come le ha trovate Yesmoke, avrebbe potuto trovarle chiunque.

Di questi, 12,5 milioni sono presenti materialmente nei suoi magazzini, e 19,6 milioni sono stati venduti online tra il 9 luglio e il 16 novembre 2004. Confermato dalle prove fornite da Philip Morris.

Continua »



Dalle Filippine con amore

Il colosso confessa, prove alla mano.

Philip Morris and YesmokeAntony Boccanfuso, dello studio Arnold & Porter LLP di New York, è uno di quegli avvocati che demoliscono i nemici della Philip Morris. Il 28 Gennaio 2005, allo scopo di demolire Yesmoke, il legale ha comunicato al giudice Kevin Nathaniel Fox che il numero esatto di container di sigarette prodotte da Philip Morris e vendute illegalmente ogni 12 mesi dal negozio online ammonta a 126. Poco più di 6 milioni di stecche all'anno.

Il legale porta delle prove infallibili a favore del suo cliente Big Tobacco, con le quali chiede a Yesmoke, sulla base dei 126 containers all'anno venduti online senza «autorizzazione», 550 milioni di dollari di risarcimento. Continua »



Sigarette contrabbandiere

Fumate sia dalle guardie che dai ladri.

Pubblicità della Marlboro

Il giro d'affari delle Marlboro su scala mondiale: 22 miliardi di dollari

«Philip Morris e R J Reynolds hanno avuto un ruolo determinante nella direzione, gestione e controllo delle operazioni di contrabbando all'interno della Comunità Europea … mediante direttive societarie impartite dai massimi livelli dell'azienda.» – Documenti Ufficiali EU

Le Marlboro non erano così popolari in Italia, ma dopo 20 anni di contrabbando il brand è diventato il numero uno indiscusso, avendo eliminato la concorrenza a suon di prezzi «duty free». Come è successo per le Winston in Spagna, dopo la spartizione della torta con RJ Reynolds.

Oggi Philip Morris si trova un business, la sigaretta Marlboro, con un giro d'affari valutato in oltre 22 miliardi di dollari su scala mondiale. «La fascia di mercato delle Marlboro è maggiore delle successive 10 sigarette messe assieme», ha detto Jack Holleran, senior vice presidente del «compliance and brand integrity» della Philip Morris USA. Continua »



Mangia la minestra o salta dalla finestra!

All local store USA i brands sono pochi ma “ben selezionati”.

Good Fellas

Il mercato USA trova nel tabacco il suo paradosso

Mentre in Svizzera il cittadino può scegliere di avere il vizio per la sigaretta che preferisce, con un assortimento che arriva a centinaia di brands nazionali ed esteri, il consumatore di New York trova sugli scaffali del suo negozio meno di 10 brands, e deve forzatamente abituarsi ad uno di questi. Così, quando è diventato “dipendente”, trova sempre il “suo” brand. Geniale!

In Unione Sovietica le sigarette erano quelle socialiste. Oggi i brands sugli scaffali dei local stores americani sono solo quelli di Big Tobacco.

Questo succede perché la tutela del consumatore è stata affidata alla gestione familiare di un ristretto circolo, rappresentato dai produttori di quei pochi brands vincenti che si sono guadagnati lo spazio sugli spogli scaffali.

E così è in quasi tutto il mondo. "Copyright" o "Racketeering"?

Si riferiva proprio ai casi come questo un famoso filosofo del '700 quando diceva: "È difficile stabilire la linea che separa gli affari dal furto". Continua »



Chi fa il prezzo … nel Marlboro country?

Philip Morris arriva ad utili del 500%.

I consumatori USA pensano che le sigarette siano diventate care per gli aumenti delle tasse. Ma secondo la Organizzazione Mondiale della Sanità, nonostante il prezzo salga continuamente, la parte che va allo stato scende in percentuale, ed è meno della metà che nel 1965.

Wall Street

Wall Street: i prezzi sono calcolati secondo le regole del mercato

Da una nostra stima dei costi di produzione e prezzi di vendita all'ingrosso, la Philip Morris arriva ad utili sulle Marlboro …quasi come un esattore fiscale.

Joe Camel e il Marlboro Cowboy, infatti, oltre a fare aumentare il numero dei fumatori di tutte le età e in tutto il mondo, sono serviti ai 5 grandi produttori di sigarette a far salire i prezzi, che non sono legati oggi alla qualità del prodotto, ma sono determinati da messaggi pubblicitari, icone e slogans.

Ora il cartello dei produttori di sigarette, dopo una guerra costante sistematica alla concorrenza, rimasta sempre ai minimi termini, è disponibile ad abolire la pubblicità, inclusa formula uno.

Ma il prezzo dei più popolari brands, salito alle stelle grazie a «mitici» slogans, non sembra intenzionato a scendere nel futuro. Infatti non c'è ne è bisogno: non c'è la concorrenza. Continua »



Yesmoke – Annata senza slogans

Si chiude il 2004.

Alla vigilia dell'abolizione della pubblicità delle sigarette, a cominciare dalla formula 1 e con l'avallo di Big Tobacco, per la prima volta un prodotto raggiunge la popolarità senza che per esso sia stato speso un solo dollaro di pubblicità. E ne ha tutti i diritti.

Formula 1

Il 2005 potrebbe essere l'ultimo anno per la pubblicità delle sigarette nel campionato di formula 1

Gli attacchi di chi considera la legge un gioco di società stanno portando Yesmoke a 548 milioni da pagare a Philip Morris, 17 milioni alla città di New York, questi ultimi già stabiliti da una sentenza, oltre problemi nuovi in ogni momento, con una montagna di merce è già confiscata.

Questa sembrerebbe la cronaca del «dissanguamento» di una azienda. Invece l'anno vecchio non si chiude negativamente per Yesmoke, perché grazie a queste vicende temi interessanti e costruttivi, legati non solo al mercato del tabacco, sono inaspettatamente emersi all'attenzione di tutti.

E così, in un paese affidabile come la Svizzera, Yesmoke sta diventando famoso, e non grazie a slogan azzeccati ma grazie alla discussione su quei temi ai quali il consumatore è tanto interessato. Primo fra tutti la tutela della consumer protection.

E in un solo anno ha già fatto molta strada… Che la pubblicità del tabacco sia cosa superata? Continua »



Chi non vuole sdoganare la vendita online?

Qualcosa di anomalo sta accadendo nella patria del libero mercato.

Il Yesmoke shop ha spedito dalla Svizzera in quasi tutto il mondo sigarette delle migliori marche: Marlboro, Camel, Winston, Benson & Edges etc., ovviamente con dichiarazione doganale.

Sigarette

La legge federale non vieta al cittadino americano di acquistare sigarette per posta da altri paesi

E di Yesmoke, che ha iniziato il primo gennaio del 2000, si è sempre parlato tanto sin dall'inizio.

A cominciare dal viaggio a Londra alla BBC, dove Yesmoke «spiegò» a una audience di tutti i paesi di lingua inglese, che i prodotti ricevuti per posta devono essere tassati nel paese di destinazione, non nel paese di partenza, e tantomeno in entrambi…

In Canada, per esempio, i dazi doganali sono stati applicati alla consegna dei pacchi e, grande sorpresa, le sigarette sono costate meno che al local store.

Chi diceva che il mondo del tabacco e della sua distribuzione è in mano a Big Tobacco, che hanno azzerato ogni forma di concorrenza deve ricredersi: ecco, per esempio, un nuovo, libero canale di vendita. Bravo Canada! Continua »



Page 4 of 512345

Yesmoke Tobacco S.p.A. © 2000-2012 | IVA 09159800011 | 100% Made in Italy | ISO 9001 | Informazioni legali | Mappa del sito | RSS Feed | |

enesfritru