Il "Gray Market Shop" di Yesmoke va a gonfie vele.
971.750 stecche vendute al 22 Maggio 2006, acquistate da società "Off-shore", partite verso destinazioni sconosciute.
Se il mercato parallelo delle sigarette, detto anche "Gray Market", costituisce la principale fonte di approvvigionamento del contrabbando, il GRAY MARKET SHOP del sito Yesmoke.ch con ogni probabilità è diventato il negozio online dei contrabbandieri.
Oggi è sufficiente collegarsi a internet, scegliere tra un assortimento di tutte le più popolari marche, fare un acquisto (minimo 1 container) e richiedere la spedizione delle sigarette verso qualunque destinazione mondiale… nella più assoluta riservatezza. E tutto è legale e alla luce del sole.
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Philip Morris, in base all'accordo del 9 luglio 2004, firmato con la Comunità Europea, oltre ad interrompere le sue attività contrabbandiere, deve smettere di foraggiare il mercato parallelo, che è legale ma si sa trasformare in una addizionale fonte di approvvigionamento per i contrabbandieri. E logicamente deve raccogliere tutto quanto indebitamente immesso su questo mercato. Rinunciare ad una parte del suo business. In poche parole: restituire dei soldi.
Antony Boccanfuso, dello studio Arnold & Porter LLP di New York, è uno di quegli avvocati che demoliscono i nemici della Philip Morris. Il 28 Gennaio 2005, allo scopo di demolire Yesmoke, il legale ha comunicato al giudice Kevin Nathaniel Fox che il numero esatto di container di sigarette prodotte da Philip Morris e vendute illegalmente ogni 12 mesi dal negozio online ammonta a 126. Poco più di 6 milioni di stecche all'anno.




