Sigarette: Governo nuovo, truffa vecchia

Pizzo sulle sigaretteGrazie al decreto «Mille Proroghe» il Governo Monti otterrà 15 milioni di euro in più dal tabacco. Ma i fumatori italiani di milioni ne dovranno sborsare quasi 20, perché 4 e mezzo sono il «pizzo» per Philip Morris, British American Tobacco e Japan Tobacco. Infatti il decreto prevede un aumento delle entrate fiscali dalle sigarette, ma non un aumento della pressione fiscale, ossia dell'aliquota dell'accisa, sgradito a Big Tobacco.

Questo vuol dire che quando le sigarette costano di più, è il «cartello» delle 3 multinazionali che alza i prezzi, non è lo Stato che decide un aumento delle tasse. E' vero che con questo sistema non è solo il cartello a guadagnare, perché anche lo Stato incassa di più se i prezzi salgono, il problema è che nei paesi normali, inclusi i paesi del terzo mondo, lo Stato si prende l'intera posta. Continua »



Tasse sulle sigarette – La truffa continua

Ass-kissers

La truffa dei prezzi, e l'elusione fiscale dei produttori, costituiscono un grave danno per la collettività

Il Governo, non intervenendo sull'accisa delle sigarette, ferma in Italia al 58.5% dal 2004, mentre in Francia è al 64%, conferma di avere come priorità gli interessi delle multinazionali del tabacco.

Dal 2004 il prezzo delle sigarette sale costantemente, ma a dare la «stangata», 10 centesimi per volta, non è lo Stato, come tutti credono, ma un «cartello» che detiene il 99% del mercato, costituito da Philip Morris, BAT e Japan Tobacco. Gli interessi di queste 3 aziende sembrano essere intoccabili. Continua »



L'evasione fiscale di Big Tobacco in Italia – Bilanci allegati

Parassita della societàIl mercato dello stivale è il più ricco d'Europa. Nell'anno passato i produttori si sono divisi 2 miliardi e 800 milioni di euro di fatturato. Ma quante tasse hanno pagato?

Oggi in Italia si vendono per il 99% marche di proprietà di società straniere, che hanno spostato tutta la produzione all'estero e che con banalissimi artifizi contabili non pagano più le tasse in Italia.

Philip Morris Italia S.r.l. – Secondo l'ultimo bilancio, su un fatturato di 1 miliardo e 463 milioni di euro, Philip Morris ha denunciato solo 22 milioni e 515 mila euro di utile. Come ha fatto? Continua »



Manovra: Inciucio Padano

Uno spera che almeno i Padani sappiano fare le addizioni e le sottrazioni, e invece... Per l'ennesima volta i produttori di sigarette hanno dato la stangata agli Italiani, con il contributo attivo dei nostri politici.

Le multinazionali hanno alzato i prezzi di 20 centesimi al pacchetto per accollare al consumatore l'aumento dell'IVA, e per continuare a guadagnare il 370% con le Camel e il 500% con le Marlboro… Utili fuori mercato ed esenti da tasse, possibili solo in quel paese di polli chiamato Italia.

Il Governo, con la manovra targata Lega Nord, non ha aumentato l'accisa nonostante i proclami di Calderoli: «In Italia l'accisa sulle sigarette è ferma al 58,5% dal 2004, bisogna portarla al 64% come in Francia», e si è dimenticato della «tassa minima» dei Finiani, quella che blocca la concorrenza dei prezzi al ribasso che danneggerebbe il business di Philip Morris, BAT e Japan Tobacco. Così quando l'IVA è salita al 21%, le 3 multinazionali  hanno alzato il prezzo quanto basta per continuare a guadagnare come prima, e gli altri produttori, Yesmoke compresa, saranno costretti a fare la stessa cosa per via del sistema della «tassa minima». Continua »



Tasse sulle sigarette – Si fa come in Francia?

Roberto Calderoli

Roberto Calderoli

«Diversamente da quanto pubblicato da alcuni quotidiani, segnalo che il Governo non ha affatto rinunciato al progetto di incrementare l'accisa sui tabacchi, ma ha soltanto rinviato a settembre l'esame della proposta».

Lo ha detto il Ministro per la Semplificazione Normativa e Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord, Roberto Calderoli. Il Ministro ha aggiunto che l'attuale accisa fissata al 58,5%, e ferma ormai dal 2004, deve essere innalzata al 64%, così come già avvenuto in Francia. …Parole sante! Continua »



Sigarette: Stangata «alla romana»

Alberto Sordi mangia gli spaghettiLa manovra economica varata dal Governo ha introdotto aumenti a carico dei cittadini ma, come da 7 anni a questa parte, non ha toccato i tabacchi. Nessuno ci fa caso, ma dal 2004 a dare la stangata in Italia non è lo Stato con un incremento della pressione fiscale, ma sono i produttori che aumentano i prezzi delle sigarette quando decidono di guadagnare di più.

«Gli aumenti al prezzo di vendita al pubblico, di fatto, garantiscono anche il «socio occulto», cioè lo Stato, che comunque incassa di più se i prezzi salgono», ha scritto candidamente il Sole24Ore. Ma così è come fare «alla romana» con Big Tobacco, quando nei paesi normali è lo Stato a prendersi l'intera posta. Continua »



2011: L'Italia come il Nord Africa?

Se al di la del Mediterraneo ci sono leaders che nominano successori figli e nipoti e arricchiscono amici e parenti, in Italia non siamo messi meglio: qui da noi le multinazionali fanno fare le leggi su misura per loro, sono «esonerate» dal pagamento delle tasse, e se ne fregano delle sentenze, sia italiane che europee.

Nonostante tutto possiamo essere ottimisti, perché il «vento africano della democrazia», utile solo a chi vuole mettere le mani sul loro petrolio, arriverà anche da noi, e spazzerà via questi residui del medioevo. Continua »



Il REF contro gli «appetiti fiscali»

Copertina della rivista "Tobacco observatory" numero 18 di novembre 2010

«In questa fase vi è il rischio che ulteriori aumenti dei prezzi, conseguenti a crescenti appetiti fiscali, favoriscano lo scivolamento verso i canali di vendita illegali», è scritto nell'introduzione all'ultimo numero.

Attenzione! L'unica pubblicazione di analisi del mercato del tabacco italiano, «Tobacco Observatory», edita dal R.E.F. (Ricerche per l'Economia e la Finanza), riferimento per «istituzioni e organismi governativi», è uno sgangherato tentativo di disinformazione, ufficialmente sponsorizzato dalla British American Tobacco, finalizzato a tutelare gli utili dei produttori a danno delle entrate fiscali giovandosi dell'incompetenza dei politici. Continua »



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