Fisco all'Italiana: Maradona si, Big Tobacco no

Mario Monti - Diego Maradona

Il Governo Monti distoglie l'attenzione del «parco buoi» dei contribuenti dalla evasione fiscale delle multinazionali

Nella rituale «sceneggiata fiscale», alla quale il Governo Monti non si sottrae, finalizzata a distogliere il parco buoi dei contribuenti dall'evasione di miliardi nel gioco d'azzardo e nelle sigarette, dopo Valentino Rossi, Lele Mora, Vasco Rossi, Little Tony, lo stilista Valentino e tanti altri VIP, è venuto il turno di Diego Armando Maradona.

Il «Pibe de oro», che afferma di essere in regola con il fisco italiano, aveva offerto 3,5 milioni che sarebbero stati pagati dai suoi sponsor per mettere fine a una querelle fiscale che va avanti da 25 anni, ma Equitalia e Agenzia delle Entrate ne vogliono 40. Continua »



Federazione Italiana Tabaccai: lobbisti analfabeti al lavoro

La voce del tabaccaio n. 16 – 04/2012

La voce del tabaccaio n. 16 – 04/2012

Secondo l'Unione Europea l'aumento dei prezzi delle sigarette deve essere conseguenza dell'aumento della pressione fiscale, e non dovuto a decisioni dei produttori che aumentano i prezzi per guadagnare di più, perché questa è una truffa ai danni del cittadino.

Ma la Federazione Italiana Tabaccai, sponsorizzata da Philip Morris, continua nella sua rozza disinformazione a tutela degli utili della multinazionale, mancando di rispetto a tutti i suoi associati. Questa pseudo-federazione vuole spiegare ai tabaccai che è bene che la truffa vada avanti e che i prezzi delle sigarette continuino a salire quando Philip Morris lo decide, e che non è bene che i soldi se li prenda lo Stato aumentando le tasse. Continua »



TAR del Lazio, vince Yesmoke – Via la «Tassa minima»

Bandiera della Yesmoke al ReichstagIl 21 marzo c'è stata l'udienza, il 5 aprile è stata pubblicata la sentenza: la II Sezione del TAR del Lazio ha accolto il ricorso della Yesmoke. Il mercato italiano delle sigarette è stato definitivamente liberalizzato con l'annullamento del D.L. 94, la cosiddetta «Tassa minima», che serviva ad aggirare la sentenza della Corte di Giustizia europea che il 24 giugno 2010 aveva abolito il «Prezzo minimo» delle sigarette. Continua »



2012: entrate fiscali in una strada senza uscita?

Strada Senza Uscita

Nell'ultimo numero di «Tabacco Observatory», edito dal REF – Ricerche Economia Finanza, c'è scritto che «Il percorso per il raggiungimento degli obiettivi di gettito nel 2012 si preannuncia non facile».

Solo che il REF non spiega le ragioni del problema e non indica la logica soluzione, perché la «Truffa dei prezzi delle sigarette», che denunciamo da anni e che ha portato l'Erario in una strada senza uscita, arricchisce lo sponsor ufficiale del REF, la British American Tobacco Italia. Continua »



Lecce: la globalizzazione per non pagare le tasse

Novembre 2010: lavoratori della BAT contro la chiusura della manifattura

La British American Tobacco aveva deciso di «delocalizzare» la produzione delle MS da Lecce in Germania, nonostante lo stabilimento italiano facesse milionate di utili e nell’ultimo biennio le sigarette prodotte fossero passate da 9 a 13 milioni di tonnellate. Perché lo stabilimento è stato smantellato? La spiegazione è di ordine «fiscale»: la produzione all'estero serve a non pagare le tasse in Italia e, di sicuro, a non pagarle da nessuna parte.

Fino al 2004 le sigarette che acquistavamo in tabaccheria erano prodotte per il 99% in Italia, incluse le marche «estere», e i produttori pagavano le tasse fino all'ultimo centesimo. A 8 anni dalla privatizzazione dell'Ente Tabacchi Italiano tutto è stato «delocalizzato», oggi il 99% delle sigarette è prodotto fuori dall'Italia, e questo mette Philip Morris, BAT e Japan Tobacco in condizione di eludere il fisco italiano. Continua »



Truffa sulle sigarette – Monti alla prova

Yesterday, Today, Tomorrow

Murales nello stabilimento della Yesmoke di Settimo Torinese

Dall'inizio degli anni '90 i politici che si sono susseguiti hanno sempre lavorato, per mano dell'Aams, contro l'incremento della pressione fiscale sulle sigarette, cioè dell'aliquota dell'accisa, prediligendo manovre tariffarie a tutela degli utili dei grandi produttori stranieri. I nostri politici hanno rubato soldi alla collettività per regalarli a soggetti stranieri, che in cambio gli dicevano «Bravo». …Ma adesso che è arrivato il governo Monti, cambierà tutto? Continua »



Sigarette: Governo nuovo, truffa vecchia

Pizzo sulle sigaretteGrazie al decreto «Mille Proroghe» il Governo Monti otterrà 15 milioni di euro in più dal tabacco. Ma i fumatori italiani di milioni ne dovranno sborsare quasi 20, perché 4 e mezzo sono il «pizzo» per Philip Morris, British American Tobacco e Japan Tobacco. Infatti il decreto prevede un aumento delle entrate fiscali dalle sigarette, ma non un aumento della pressione fiscale, ossia dell'aliquota dell'accisa, sgradito a Big Tobacco.

Questo vuol dire che quando le sigarette costano di più, è il «cartello» delle 3 multinazionali che alza i prezzi, non è lo Stato che decide un aumento delle tasse. E' vero che con questo sistema non è solo il cartello a guadagnare, perché anche lo Stato incassa di più se i prezzi salgono, il problema è che nei paesi normali, inclusi i paesi del terzo mondo, lo Stato si prende l'intera posta. Continua »



Tasse sulle sigarette – La truffa continua

Ass-kissers

La truffa dei prezzi, e l'elusione fiscale dei produttori, costituiscono un grave danno per la collettività

Il Governo, non intervenendo sull'accisa delle sigarette, ferma in Italia al 58.5% dal 2004, mentre in Francia è al 64%, conferma di avere come priorità gli interessi delle multinazionali del tabacco.

Dal 2004 il prezzo delle sigarette sale costantemente, ma a dare la «stangata», 10 centesimi per volta, non è lo Stato, come tutti credono, ma un «cartello» che detiene il 99% del mercato, costituito da Philip Morris, BAT e Japan Tobacco. Gli interessi di queste 3 aziende sembrano essere intoccabili. Continua »



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