
La truffa dei prezzi, e l'elusione fiscale dei produttori, costituiscono un grave danno per la collettività
Il Governo, non intervenendo sull'accisa delle sigarette, ferma in Italia al 58.5% dal 2004, mentre in Francia è al 64%, conferma di avere come priorità gli interessi delle multinazionali del tabacco.
Dal 2004 il prezzo delle sigarette sale costantemente, ma a dare la «stangata», 10 centesimi per volta, non è lo Stato, come tutti credono, ma un «cartello» che detiene il 99% del mercato, costituito da Philip Morris, BAT e Japan Tobacco. Gli interessi di queste 3 aziende sembrano essere intoccabili. Continua »
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La Yesmoke, per il quotidiano Libero «azienda piemontese che vorrebbe fare la concorrenza a Philip Morris», avrebbe la sua lobby. Lo dice il vicedirettore Franco Bechis nell'articolo del 28 ottobre: «Barbato, il Dipietrista che alla Camera fa il lobbista del tabacco».
All'assemblea nazionale della Federazione Italiana Tabaccai dell'11 maggio scorso gli ospiti erano i vertici di Big Tobacco e i politici, con la visita di cortesia di Giulio Tremonti.
Le multinazionali del tabacco hanno preso il posto delle vecchie correnti, e finanziando una galassia di fondazioni e associazioni condizionano l'agenda della politica italiana.
L'Onorevole Renzo Patria, Forza Italia, vecchio Boiardo democristiano, è conosciuto come il «lobbista» numero uno di Philip Morris in Italia …una cosa molto prestigiosa!
Immaginate che il potere rubi e commetta ingiustizie, e che l'opposizione, anziché contrastare il potere, vada a prendere a manganellate la gente che protesta.