Fisco all'Italiana: Maradona si, Big Tobacco no

Mario Monti - Diego Maradona

Il Governo Monti distoglie l'attenzione del «parco buoi» dei contribuenti dalla evasione fiscale delle multinazionali

Nella rituale «sceneggiata fiscale», alla quale il Governo Monti non si sottrae, finalizzata a distogliere il parco buoi dei contribuenti dall'evasione di miliardi nel gioco d'azzardo e nelle sigarette, dopo Valentino Rossi, Lele Mora, Vasco Rossi, Little Tony, lo stilista Valentino e tanti altri VIP, è venuto il turno di Diego Armando Maradona.

Il «Pibe de oro», che afferma di essere in regola con il fisco italiano, aveva offerto 3,5 milioni che sarebbero stati pagati dai suoi sponsor per mettere fine a una querelle fiscale che va avanti da 25 anni, ma Equitalia e Agenzia delle Entrate ne vogliono 40. Continua »



BAT «eroe» dell'agricoltura italiana

Giovanni Carucci - BAT Italia

Giovanni Carucci

Una grande notizia, battuta dalle agenzie stampa e prontamente ripresa dai giornali, sta facendo il giro della penisola e delle isole: la British American Tobacco acquisterà tabacco italiano per 20 milioni di euro all'anno per i prossimi 2 anni.

L'annuncio è stato dato dal vicepresidente della BAT Italia, Giovanni Carucci, nell'ambito del Forum di Confagricoltura di Taormina dove, a leggere i giornali, l'uomo di Big Tobacco sembra sia stato il protagonista assoluto dell'evento.

Perché tanta enfasi per l'acquisto di un modesto quantitativo di tabacco, pagato il prezzo di mercato? Venti milioni di euro corrispondono al 3% del fatturato della BAT in Italia e a meno del 4% della coltivazione italiana, nel mercato del tabacco sono veramente due spiccioli. Perché tutti leccano il culo alla multinazionale, e nessuno si occupa dei lavoratori delle manifatture che sono state chiuse, come quelli di Lecce e Bologna, che sono ancora in mezzo alla strada perché questa azienda non sta mantenendo gli impegni? Continua »



Lecce: la globalizzazione per non pagare le tasse

Novembre 2010: lavoratori della BAT contro la chiusura della manifattura

La British American Tobacco aveva deciso di «delocalizzare» la produzione delle MS da Lecce in Germania, nonostante lo stabilimento italiano facesse milionate di utili e nell’ultimo biennio le sigarette prodotte fossero passate da 9 a 13 milioni di tonnellate. Perché lo stabilimento è stato smantellato? La spiegazione è di ordine «fiscale»: la produzione all'estero serve a non pagare le tasse in Italia e, di sicuro, a non pagarle da nessuna parte.

Fino al 2004 le sigarette che acquistavamo in tabaccheria erano prodotte per il 99% in Italia, incluse le marche «estere», e i produttori pagavano le tasse fino all'ultimo centesimo. A 8 anni dalla privatizzazione dell'Ente Tabacchi Italiano tutto è stato «delocalizzato», oggi il 99% delle sigarette è prodotto fuori dall'Italia, e questo mette Philip Morris, BAT e Japan Tobacco in condizione di eludere il fisco italiano. Continua »



Tasse sulle sigarette – La truffa continua

Ass-kissers

La truffa dei prezzi, e l'elusione fiscale dei produttori, costituiscono un grave danno per la collettività

Il Governo, non intervenendo sull'accisa delle sigarette, ferma in Italia al 58.5% dal 2004, mentre in Francia è al 64%, conferma di avere come priorità gli interessi delle multinazionali del tabacco.

Dal 2004 il prezzo delle sigarette sale costantemente, ma a dare la «stangata», 10 centesimi per volta, non è lo Stato, come tutti credono, ma un «cartello» che detiene il 99% del mercato, costituito da Philip Morris, BAT e Japan Tobacco. Gli interessi di queste 3 aziende sembrano essere intoccabili. Continua »



Yesmoke sotto attacco – Ma ci sono i raccomandati

Forze dell'ordine davanti all'ingresso dello stabilimento della Yesmoke

Forze dell'ordine davanti all'ingresso dello stabilimento della Yesmoke. Per il «blitz» sono state mobilitate 4 camionette e una dozzina di volanti di Carabinieri e Guardia di Finanza

Una cinquantina di agenti in assetto antisommossa, Carabinieri, Guardia di Finanza, Digos e vari funzionari si sono presentati la mattina del 6 dicembre allo stabilimento della Yesmoke di Settimo Torinese, per apporre i sigilli ai macchinari e bloccare la produzione di un'azienda che lavora su 3 turni, 365 giorni all'anno. In seguito al categorico rifiuto della Yesmoke di interrompere la produzione, a sera si è scelto di soprassedere all'uso della forza, e di rinviare ogni decisione ad un prossimo tavolo di discussione. Continua »



La «Lobby» della Yesmoke

Indignati ItaliaLa Yesmoke, per il quotidiano Libero «azienda piemontese che vorrebbe fare la concorrenza a Philip Morris», avrebbe la sua lobby. Lo dice il vicedirettore Franco Bechis nell'articolo del 28 ottobre: «Barbato, il Dipietrista che alla Camera fa il lobbista del tabacco».

«Come fosse la battaglia della sua vita —ha scritto Bechis— Barbato ha chiesto al Governo di eliminare gli ostacoli di ordine normativo che impediscono alla Yesmoke di ampliare la propria presenza in Italia, e la costringono a vendere la produzione quasi interamente all'estero». Continua »



«Non servo le multinazionali» – Ma c'è l'esame del tabacco

Mario Monti

Mario Monti, nuovo Premier italiano: servo delle multinazionali, come dicono i maligni, o «Saddam Hussein del business», come dice l'Economist?

«I poteri forti non c'entrano, permettetemi di rassicurarvi totalmente … quando sono stato Commissario Europeo Antitrust a Bruxelles non sono stato un devoto e disciplinato servitore delle multinazionali, ma mi sono battuto contro grandi società americane, nonostante l'intervento del presidente degli Stati Uniti … l'Economist ha scritto che il mondo degli affari americano mi considera il Saddam Hussein del business». Lo ha detto Mario Monti, il nuovo presidente del Consiglio dei Ministri italiano, parlando in aula al Senato.

Per capire chi è Monti non occorre scrutare i poteri forti, il gruppo Bilderberg, la Commissione Trilaterale o la Goldman Sachs, ma basta dare un'occhiata al mercato italiano dei tabacchi lavorati. È improbabile che il novello Saddam Hussein oserà opporsi al padrone Philip Morris (che ha messo il suo uomo Marchionne alla guida della Fiat) e ai suoi compari del settore, «esonerati» dal pagamento delle tasse. Continua »



La F.I.T. e le «Promozioni Autorizzate»

Logo della FITAll'assemblea nazionale della Federazione Italiana Tabaccai dell'11 maggio scorso gli ospiti erano i vertici di Big Tobacco e i politici, con la visita di cortesia di Giulio Tremonti.

Il giudizio della Yesmoke, produttore italiano, è negativo: si è trattato di uno spettacolo anacronistico, prodotto di un sistema degenerato che sembra ruotare attorno agli interessi di poche aziende straniere che detengono il 99% del mercato italiano, e che difendono i loro privilegi. Continua »



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