Grazie al decreto «Mille Proroghe» il Governo Monti otterrà 15 milioni di euro in più dal tabacco. Ma i fumatori italiani di milioni ne dovranno sborsare quasi 20, perché 4 e mezzo sono il «pizzo» per Philip Morris, British American Tobacco e Japan Tobacco. Infatti il decreto prevede un aumento delle entrate fiscali dalle sigarette, ma non un aumento della pressione fiscale, ossia dell'aliquota dell'accisa, sgradito a Big Tobacco.
Questo vuol dire che quando le sigarette costano di più, è il «cartello» delle 3 multinazionali che alza i prezzi, non è lo Stato che decide un aumento delle tasse. E' vero che con questo sistema non è solo il cartello a guadagnare, perché anche lo Stato incassa di più se i prezzi salgono, il problema è che nei paesi normali, inclusi i paesi del terzo mondo, lo Stato si prende l'intera posta. Continua »
Italiano
English
Русский
Español 
Il 17 dicembre scorso il Governo ha approvato in via preliminare uno schema di decreto legislativo per l'attuazione della direttiva comunitaria 2010/12/CE concernente la struttura e le aliquote delle accise che gravano sui tabacchi lavorati, e per l'adeguamento della normativa vigente alla sentenza della Corte di Giustizia europea, che ha condannato l'Italia per avere previsto un prezzo minimo sulle sigarette.
Nel 2011 centinaia e centinaia di milioni di euro di utili del cosiddetto cartello dei produttori di sigarette potrebbero essere dirottati nelle casse dello Stato. È vero che il mercato italiano, riserva di caccia di Philip Morris, BAT e Japan Tobacco, è prossimo alla liberalizzazione, come prevede la sentenza europea?
Il 25 settembre sono saliti di 10 centesimi tutti i prodotti Philip Morris, subito dopo quelli di Japan Tobacco e British American Tobacco.
Perché in Italia si chiudono le fabbriche e si licenzia? Il mercato delle sigarette non è in crisi: Philip Morris, British American Tobacco e Japan Tobacco, che detengono il 99% del mercato, hanno un utile per pacchetto nettamente superiore all'utile che hanno negli altri paesi europei, non hanno concorrenza e non pagano tasse.
Italo Volpe, Capo Ufficio Legislativo del Ministero del Tesoro, ha comunicato, in risposta ad una lettera della Yesmoke, che la norma del prezzo minimo «verrà abrogata con il primo provvedimento utile data la recente sentenza della Corte di Giustizia europea», ma ha sorvolato sulla ridicola «tassa minima», che impedirà di beneficiare dell'abrogazione.
