Certificazione 100% «Made in Italy» – Solo alla Yesmoke

Logo Certificazione 100% Made in ItalyIl Governo Italiano ha proceduto alla riconoscibilità dei produttori di sigarette 100% italiani, e l'Istituto per la Tutela dei Produttori Italiani (ITPI) ha elaborato la «Certificazione 100% Made in Italy», in base alla quale i produttori distinguono le loro creazioni da quelle di dubbia provenienza italiana, dando certezza al consumatore finale sull'origine e la qualità. 

L'iniziativa dovrebbe aiutare a fare chiarezza nel mercato, perché oggi c'è chi si spaccia per italiano ma è privo dei requisiti per ottenere il Certificato: vedi le Diana «Carattere italiano» e le MS con lo «Scudetto» tricolore in bella mostra. Continua »



Italia: BAT vince lo «scudetto»

Pacchetto di sigarette MS con la bandiera italianaÈ spuntato uno scudetto tricolore sul pacchetto delle MS. Prima, quando questa sigaretta era prodotta in Italia, non c'era nessuno scudetto. Oggi, dopo che la British American Tobacco Italia ha licenziato migliaia di persone, spostato la produzione in Romania e Germania, ecco arrivare il tricolore, assieme ad un bugiardino molto «filo-italiano»… Continua »



Italia: BAT batte Codacons 2 a 0

BAT batte Codacons 2 a 0

Il 13 aprile 2011 il Tribunale civile di Roma aveva dichiarato inammissibile la class action proposta dal Codacons contro la British American Tobacco Italia, in favore dei fumatori delle MS, Pall Mall, Lucky Strike, e il 30 gennaio 2012 è arrivata la bocciatura in Appello.

Secondo il Codacons, la BAT avrebbe utilizzato cocktails chimici per aumentare gli effetti della dipendenza dalla nicotina. Pertanto 3,5 milioni di ipotetici fumatori di quelle marche avrebbero dovuto incassare 3.000 euro a testa, per un totale di 10,5 miliardi di euro.

La Class Action del Codacons sarà stata una sceneggiata sgangherata e dall'esito scontato (basta dire che il fumatore non è identificabile) ma ha evidenziato un problema reale: a nessuno è dato di conoscere identità e dosaggio degli additivi presenti nelle sigarette che troviamo in tabaccheria, e la Giustizia italiana non ha le palle per fare qualcosa. Continua »



USA: Camel e Winston contro gli «Health Warning»

Warning: cigarettes are addictive

Cinque produttori americani: RJ Reynolds Tobacco, che negli USA produce le Camel e le Winston, Lorillard Tobacco, che produce le True e le Newport, la sigaretta più popolare tra gli afro-americani, la Commonwealth Brands, la Liggett Group e la e Santa Fe Natural Tobacco, si oppongono all'obbligo, che entrerà in vigore a settembre del prossimo anno, di stampare sui pacchetti delle immagini shock sui danni del fumo.

Nel mese di giugno la Food and Drug Administration, l'ente governativo che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, ha svelato le immagini, tra cui un corpo senza vita, una bocca sfregiata e un polmone annerito, che dovranno occupare il 50% del fronte e dei pannelli posteriori dei pacchetti di sigarette venduti negli Stati Uniti e il 20% dei messaggi pubblicitari. Continua »



Italia: Cortili delle scuole smoke-free – Pacchetto da 10 non si tocca

Ignazio Marino e Antonio Tomassini piloti F1 Ferrari

Ignazio Marino (PD), e Antonio Tomassini (Pdl)

Il senatore del PD Ignazio Marino e il senatore del Pdl Antonio Tomassini hanno presentato un disegno di legge «bipartizan» che prevede di vietare la vendita delle sigarette ai minori di 18 anni, e che stabilisce  il divieto di fumare nei cortili e all’esterno delle scuole. «L'età della prima sigaretta si abbassa sempre di più, anche a 12 anni … il divieto di vendita ai minori di 16 anni non basta, si può e si deve fare di più», ha dichiarato Marino.

Tomassini, presidente della Commissione Sanità, e Marino, presidente della Commissione d’inchiesta sul Servizio sanitario nazionale,  sembrano in perfetta sintonia «bipartizan». Infatti si sono dimenticati entrambi del pacchetto da 10 sigarette, vietato negli Stati Uniti, nell'Unione Europea e in quasi tutti i paesi del Terzo Mondo perché favorisce la fidelizzazione dei teenagers al brand. Il pacchetto a metà prezzo, cardine del business di Big Tobacco, resiste solo più in Italia, silenzioso e imperterrito. Continua »



Islanda – Le sigarette si venderanno solo in farmacia

Tobacco pharmacyDopo i divieti di fumare all'aria aperta, già introdotti in molti paesi, è il turno dell’Islanda. Nel parlamento di Reykjavik si sta considerando di bandire le sigarette dai negozi, per autorizzarne la vendita nelle sole farmacie. Le persone con più di 20 anni potrebbero presto essere le sole autorizzate a comprarsi un pacchetto di sigarette, ma solo se provvisti di prescrizione medica. Continua »



No-smoking alla cinese: la dittatura del popolo dei fumatori

Smoke famous name, ChinaWinston Churchill diceva: «Se due persone fumano sotto il cartello 'vietato fumare' gli fai la multa, se venti persone fumano sotto il cartello 'vietato fumare' chiedi loro di spostarsi, se duecento persone fumano sotto il cartello 'vietato fumare' togli il cartello».

La Cina sembra dare ragione a Winston Churchill: il primo maggio sono entrate in vigore le nuove norme sul fumo nei luoghi pubblici, ma i fumatori, che qui sono 350 milioni, dettano legge e continuano a fumare.

L’Ufficio nazionale cinese per il controllo del tabacco ha previsto che nessuno avrà paura di accendersi la sigaretta dove gli pare, e che prima di vedere risultati potrebbero passare decenni e massicce campagne di sensibilizzazione. Eppure in Cina le leggi vengono fatte rispettare con durezza, e le condanne fioccano, per reati come la corruzione si può arrivare alla fucilazione. Continua »



Italia: Class-action contro Big Tobacco rifiutata

Game Over - Try Again

Circa 3,5 milioni di cittadini avrebbero dovuto incassare 3.000 euro a testa, per un totale di 10,5 miliardi di euro.

Ma il 13 aprile 2011 la XIII Sez. del Tribunale civile di Roma ha dichiarato inammissibile la class action proposta dal Codacons contro BAT Italia, in favore dei fumatori delle sigarette prodotti da tale società.

Il risultato era del tutto prevedibile, e i bookmakers non avrebbero accettato scommesse. Infatti non si può pensare che nel paese dove le multinazionali si fanno fare le leggi su misura, sono «esonerate» dal pagamento delle tasse e se ne fregano delle sentenze, i giudici avrebbero permesso una «class-action», come se fossimo in America… Continua »



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