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Off-limits negli Stati Uniti, nell'Unione europea e nella maggior parte dei paesi del terzo mondo perché favorisce la fidelizzazione del giovane al brand, il pacchetto da 10 resiste in Italia, nonostante l'Istituto Superiore della Sanità ne chieda da tempo l'abolizione.

Punto strategico del business dei produttori stranieri, nessuno conosce i dati relativi alle vendite di questo pacchetto in Italia, all’infuori della Logista S.p.A. che distribuisce le sigarette e delle società produttrici, il cui interesse è non farli sapere. Ma secondo i tabaccai il pacchetto da 10 si prenderebbe il 15% del mercato.

Perché il pacchetto da 10 sigarette è sempre sugli scaffali delle tabaccherie? Piergiorgio Zuccaro, direttore dell’Osservatorio Fumo, Alcol e Droga dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), ha chiesto ripetutamente di abolirne la vendita.

Anche se è ovvio che fumare un pacchetto da 10 al giorno è come fumarne uno da 20 ogni due giorni, è alquanto strano che il Bel Paese non si sia allineato, con il suo scontato entusiasmo, all’impostazione americana ed europea, «Politicamente corretta», del no al pacchetto da 10.

L’italica anomalia sta nel fatto che lo Stato da un lato ha difeso il Prezzo minimo delle sigarette (anche questo, guarda caso, a vantaggio delle multinazionali) dicendo che serve ad impedire ai giovani di disporre di sigarette a basso costo, e allo stesso tempo blinda il pacchetto a metà prezzo.

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