La politica

Poco tempo dopo il blitz all'aeroporto Kennedy di New York, venerdì 17 dicembre (notate la cura nella scelta della data) la Guardia di Finanza italiana, con evidenti atteggiamenti intimidatori, fa incursione negli appartamenti e uffici italiani dei titolari e collaboratori di Yesmoke e negli uffici del Customer Service, sulla base di una sorprendente inchiesta per «contrabbando» in Italia (Procura di Imperia), alla quale seguirà un'inchiesta per «mafia» (Procura di Genova).

Nell’occasione la stampa italiana diffuse notizie false e demenziali sul conto di Yesmoke e dei suoi titolari e collaboratori. La stampa e le autorità italiane rivelarono l’incapacità di comprendere i termini del problema, una totale mancanza di senso critico, superficialità.

Mentre le autorità Americane si muovevano, se non altro, nell’interesse di una azienda americana, i colleghi italiani stavano favorendo una società straniera, responsabile ufficialmente riconosciuta ed impunita di un colossale giro di contrabbando e di una evasione fiscale proprio nel loro paese.

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