L’idea di vendere le sigarette online

Estate 1998 – Come fare per non pagare doppie tasse? L'esperienza con i CD di Oscar Peterson (e i 160 dollari pagati) aveva fatto capire che un negozio online che utilizza il sistema postale internazionale avrebbe dovuto trovare la strada per far pagare al consumatore le sole tasse del paese di destinazione, senza le tasse del paese di partenza, assolutamente non richieste.

Per far questo occorreva offrire ai consumatori prodotti non ancora sdoganati, destinati alla tassazione nel paese di destinazione finale.

L’idea, sulla quale si baserà il sito Yesmoke, consisteva nel trattare allo stesso modo una partita di merce ed un piccolo pacco della medesima partita. Una società di import-export, infatti, quando acquista una partita di merce, acquista merce non nazionalizzata, cioè non ancora sdoganata, e le tasse doganali su di essa saranno pagate, logicamente, solo nel paese di destinazione finale, dove sarà immessa sul mercato.

Pertanto i prodotti acquistati online e spediti per posta internazionale avrebbero dovuto essere acquistati all’ingrosso dal rivenditore, come prodotti destinati all’export, e avrebbero dovuto essere inviati, in piccoli pacchi, ai consumatori finali da una logistica situata nella «zona franca» all’interno di un’area doganale, per poter essere tassati solo nel paese di destinazione finale.

In questo modo i prodotti sarebbero stati tassati solo nel paese di destinazione, e non sarebbero stati sottoposti a doppia tassazione.

Le «zone franche» sono aree per l’immagazzinaggio, o il transito di merce destinata all’export. Ne sono provviste le dogane di tutti i paesi, e sono messe a disposizione delle società di import-export. Yesmoke spedirà le sigarette dalla «zona franca» di Balerna, situata in Ticino, nella Svizzera Italiana.

In pratica, un container da 50 mila stecche di sigarette non ancora sdoganato sarebbe giunto in «zona franca», e da qui sarebbe ripartito per i paesi di destinazione finale in 50 mila pacchi separati da 200 sigarette ciascuno, destinati a 50 mila persone diverse. Tutti provvisti della documentazione doganale richiesta, ad uso delle dogane di destinazione, ovviamente.

Il lato positivo era dato dal fatto che l’acquisto online, pur con l’applicazione dei dazi doganali al ricevimento della stecca di sigarette, avrebbe reso il prodotto acquistato per posta decisamente più competitivo di quello acquistato al negozio tradizionale, grazie allo scavalcamento di una lunga serie di intermediari.

Con dei costi di spedizione competitivi, il risultato sarebbe stato un nuovo canale di distribuzione, valido per ogni genere di merce permessa, libero ed indipendente.

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