Ci siamo trasferiti a Torino in Italia

Nell'estate del 2005 i «contrabbandieri», forse anche «mafiosi», incuranti delle intimidazioni messe in atto contro di loro in Italia, spostano la produzione dalla Svizzera a Torino, dove è in costruzione una fabbrica con una capacità produttiva annuale di 50 milioni di stecche (10 miliardi di sigarette).

L’utilizzo del nuovo stabilimento in Italia, nella Comunità Europea, è dettata da ragioni di tipo fiscale, determinata dal mercato di destinazione della merce.

Le «Yesmoke», infatti, saranno reperibili, dall’autunno 2007, nei negozi nella Comunità Europea. La produzione in Europa, così, rappresenta una scelta obbligata.

«Come sperate di produrre sigarette in un paese come questo?» hanno subito commentato gli scettici.

Yesmoke, invece, ha l’abitudine di farsi sentire, perché niente è più costruttivo di un aperto conflitto, che si suppone inizierà presto. L’Italia sarebbe il paese ideale, in sostanza.

Lo stabilimento di Torino sarà la copia dello stabilimento di una multinazionale, utilizzando gli stessi macchinari utilizzati dagli altri grandi produttori, in tutte le fasi della produzione. Esso sarà autonomo in tutto il processo di trattamento del tabacco e nella produzione dei filtri, e sarà dotato di una propria tipografia interna.

L’Italia è il paese dove il potere delle multinazionali del tabacco è assoluto ed indisturbato. Siamo tutti ansiosi di vedere cosa succederà.

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